Con Quinto Ampliamento il territorio tortonese incontra e si racconta

Per due giorni Fabrica si è trasformata in uno spazio di confronto tra imprese, professionisti, territorio e progettualità concrete.

Con “Il senso dell’alleanza”, evento promosso da Il Quinto Ampliamento in collaborazione con Fabrica, si è parlato di impresa, sostenibilità, innovazione, inclusione sociale e ruolo futuro dei territori

Il Quinto Ampliamento, associazione ed ente del terzo settore, mette in relazione mondi che normalmente dialogano poco tra loro: imprese e non profit. L’idea alla base del progetto è semplice ma concreta: creare alleanze capaci di generare non solo valore economico, ma anche impatto sociale, crescita condivisa e nuove opportunità reali per le comunità locali. Un modello che punta sulla contaminazione tra esperienze diverse e sulla capacità dei territori di diventare luoghi attivi di innovazione e progettualità.

Ed è forse questo il punto più interessante emerso durante l’evento: esistono luoghi che vengono raccontati molto più per ciò che manca che per ciò che esiste già. Uno dei desideri alla base della due giorni – condiviso da Roberta Ricci e Filippo Falcin, ideatori di Fabrica – era infatti quello di far conoscere il territorio Tortonese partendo dalle sue energie, dalle realtà virtuose, dalla cultura, dall’innovazione e dalle persone che ogni giorno contribuiscono a renderlo vivo e capace di evolversi.

Una visione coerente con quella del Quinto Ampliamento: creare connessioni tra soggetti diversi, favorire contaminazioni positive e aiutare i territori a riconoscere e valorizzare ciò che già possiedono.

Una scelta nata anche da un percorso personale preciso: quello di tornare a vivere qui investendo tempo, relazioni, competenze e progettualità, con l’idea che ciò che manca possa essere costruito ma che non si possa ignorare tutto ciò che di forte, identitario, innovativo e culturale esiste già.

Il Tortonese è da sempre terra d'incontro, capace di coinvolgere e far crescere.

Il tortonese è un territorio che continua a generare imprese solide, eccellenze agricole, cultura, progettualità sociali e realtà innovative capaci di dialogare tra loro, a volte percepito come “periferico”, ma che in realtà possiede energie, competenze e qualità della vita che molti ricercano.

La due giorni si è aperta con la visita alla bellissima Pinacoteca del Divisionismo a Tortona, custode di uno dei patrimoni artistici più importanti in Italia, per poi proseguire alla Nova Arena, la cittadella dello sport del Derthona Basket. La serata si è conclusa con una cena conviviale alla vineria Derthona, altro luogo simbolico di una cultura del territorio che continua a evolversi senza perdere autenticità.

Durante la giornata successiva si sono alternati interventi molto diversi tra loro, ma uniti da un filo comune: la volontà di costruire valore non solo economico, ma anche umano e territoriale.

Particolarmente significativo il dialogo tra Walter Massa e Giampaolo Repetto, che hanno raccontato il legame profondo tra tradizione, agricoltura, identità ed evoluzione del Tortonese. Non nostalgia del passato ma capacità di partire dalle proprie radici per costruire qualcosa di contemporaneo e attrattivo.


Grande spazio anche ai casi concreti del territorio, veri protagonisti dell’incontro. Dalla cooperativa sociale Idee in Fuga, raccontata dal fondatore Carmine Falanga, fino a Entsorga con l’intervento del CEO Francesco Galanzino, i case study hanno restituito l’immagine di un territorio dinamico, evoluto e visionario.

Accanto ai casi locali, anche esperienze nazionali della community del Quinto Ampliamento hanno ampliato il confronto sul tema dell’alleanza tra impresa e impatto sociale, grazie agli interventi di Renzo Marcato, fondatore di Abile Job, e Renato Pocaterra, direttore generale di Dianova. Le conclusioni sono state affidate al professor Alessandro Sancino dell’Università Statale di Milano, con una riflessione sul valore delle alleanze territoriali e sulla necessità di creare modelli collaborativi sempre più concreti e continuativi.

La giornata è proseguita con il pranzo di networking curato dal ristorante Malìe, che si trova dentro a Fabrica, che si distingue per una proposta capace di reinterpretare in chiave vegetariana piatti e sapori del territorio, valorizzando le eccellenze locali. Anche attraverso il cibo possono nascere relazioni e identità.

Per noi di Fabrica questo evento ha avuto anche un significato ulteriore.
Fabrica nasce da un’idea semplice: dimostrare che anche fuori dai grandi centri possono esistere luoghi belli, stimolanti e vivi, in cui lavorare, incontrarsi, costruire progetti e contaminarsi tra esperienze diverse.

Rigenerare un’ex fabbrica e trasformarla in uno spazio di coworking, eventi e relazioni significa credere che il territorio abbia già dentro molto valore da esprimere, prima di tutto attraverso le relazioni.
Che portano idee e quindi futuro.

 

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